OMAGGIO A MARCONI

Poldhu, 20 luglio 2005

Quest'anno per chi ancora non lo sapesse, ma credo siano veramente pochi, sono stato in Inghilterra. Più esattamente in

Cornovaglia e quindi come radioamatore, non potevo esimermi dal fare un omaggio a Marconi. Ho raggiunto quel posto,

incantevole come tutta la Cornovaglia, che si chiama Poldhu. Metà principale del nostro giro turistico era St. Ives,  dove

Ecco il porto di St. Ives con la marea. Dopo qualche ora le barche si trovano tutte a terra.

 

Altre vedute di St. Ives                                                                                               Carbis Bay sede del nostro albergo

 

ho trascorso nel lontano 1966 quattro bellissimi mesi, se non fosse stato per la nazionale di calcio italiana che è stata sconfitta

dalla Corea ai contestuali mondiali. Me l'hanno menata per tutta l'estate e pensare che gli italiani lì, non se ne vedono mai.

Partendo da St. Ives, abbiamo raggiunto Penzance, la città più importante in questa punta estrema della Cornovaglia, dopo

abbiamo fatto tappa a Mont St. Michel. Si esiste anche un isola come quella francese in Inghilterra:

 

Penzance                                                                                                                       Penzance

 

 Mont St. Michel prima dell'alta marea                                                                  Mont St. Michel durante l'alta marea

 

Proseguendo lungo la costa si raggiunge Mullion e prendendo alcune strade molto strette si raggiunge Poldhu:

 

Incrocio per Poldhu (i numeri sono miglia)                                                         La spiaggia di Poldhu

 

Finalmente si raggiunge Poldhu e il Centro dedicato a Marconi, gestito da radioamatori inglesi. Per l'occasione purtroppo

il centro era chiuso per la festa dell'aria che si svolge nella vicina Helston dove si trova una base aerea militare.

 

Alcune immagini del luogo attorno al Marconi Center.

 

Non poteva mancare la fotografia di rito sotto il monumento dedicato a Marconi che si trova a ridosso delle scogliere:

 

Ecco le foto: a destra con in mano un VX-5 mentre tento un improbabile collegamento in 50 Mhz.

 

 

 

Vedendo il luogo si capisce il perchè Marconi l'abbia scelto per i suoi esperimenti...............

 

 

 

Sulla via del ritorno siamo passati da Porthcurno dove si trova un museo del telegrafo. Già nel lontano 1870 gli inglesi

posarono i primi cavi sottomarini per comunicazioni che servivano le colonie inglesi. Da questa località, in un tunnel protetto,

partivano i cavi che sono serviti anche per le comunicazioni durante la seconda guerra mondiale, qui sotto la porta blindata

del posto sempre presidiata da soldati:

 

 

Il cavo partiva da Porthcurno e arrivava fino allo stretto di Gibilterra, da Gibilterra a Malta, da Malta ad Alessandria d'Egitto

e da Alessandria in India. D'altronde a quei tempi i messaggi alle colonie arrivavano solo per nave. Con il cavo che era di un

solo conduttore ricoperto di una gomma speciale, resistente alla salsedine, rinforzato con cavi d'acciaio esternamente,

consentiva comunicazioni impensabili  per l'epoca. Dato che il cavo non poteva essere più lungo di 5000 metri ad ogni stazione

vi era un addetto che riceveva e ritrasmetteva, se non era per la sua località, il messaggio. All'inizio erano semplice impulsi

elettrici, ma con il codice morse hanno risolto i grossi problemi di trasmissione dei messaggi. Per poi arrivare alla trasmissione

senza fili di Marconi. Ancora oggi il 90% delle comunicazioni avviene via cavo.

 

Un ex dipendente della Cable and Wireless, adesso sostenitore del museo,  ci mostra uno spezzone del primo cavo sottomarino

posato nel 1870. Dopo alcune rotture il rivestimento esterno verrà raddoppiato.

  

Sezione del cavo                             Mappa di tutti i cavi di telecomunicazione nel mondo

 

Qui sotto una copia del trasmettitore  del Titanic e una stazione telegrafica di fine 800.

 

Nel museo c'è anche una stazione di radioamatore ben fornita:

 

Chiaramente non ho potuto esimermi dallo smanettare un pò l'830 acceso, ma l'antenna a scaletta probabilmente non rendeva quanto speravo oppure le valvole erano un pò finite e la potenza in uscita era irrisoria. Nessun collegamento....................pazienza sarà per la prossima volta.

Dopo questa bellissima esperienza, nel 1966 non pensavo assolutamente alla radio, avevo 17 anni e stavo scoprendo altre cose, il viaggio non era ancora finito e ci aspettavano i castelli della Loira.

 

Alle prossime 73 de ik2uiq